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4. La cosiddetta Roadmap e la situazione attuale

Il piano di recupero totale del sito si estende su circa 30-40 anni. Questo lungo percorso, ormai noto con il termine inglese roadmap usato nei rapporti della TEPCO (la società elettrica proprietaria del sito), è stato suddiviso in tre fasi: a breve, medio e lungo termine. La fase breve comprendeva tutte le operazioni di prima emergenza che abbiamo descritto sopra, fino al raggiungimento dello stato di cold shutdown. Si può quindi considerare conclusa nel mese di dicembre, sostanzialmente in accordo con le previsioni. Le fasi a medio e lungo termine comprendono diverse altre operazioni:

  • stabilizzazione e miglioramento dei sistemi di emergenza installati,
  • rimozione dei detriti,
  • rimozione e gestione dei rifiuti radioattivi presenti sul sito,
  • rimozione del contenuto delle piscine di stoccaggio (entro 2 anni) e del combustibile nei noccioli dei reattori (entro 10 anni),
  • smantellamento totale degli edifici,
  • probabilmente, una bonifica totale del sito


Nella fase a medio termine occorrerà quindi rimuovere tutti i detriti delle esplosioni e ricostruire la copertura agli edifici dei reattori, seguita dall'installazione dei carroponte e delle gru per la rimozione in fusti sigillati del combustibile nelle piscine.


Lo stato attuale delle piscine di stoccaggio 3 e 4 è ben visibile in questi due video (una raccolta completa di video riguardanti la centrale potete trovarla su questo canale YouTube):

 


Contemporaneamente, si dovrà procedere alla rimozione del combustibile fuso all'interno del RPV. Per fare questo occorrerà individuare tutte le perdite nei vessel e nei sistemi annessi e poi allagarli. Si potrà quindi procedere all'apertura dei contenimenti e alla rimozione del combustibile fuso, la cui reale condizione è per il momento del tutto sconosciuta. Tutte queste operazioni dovrannno essere svolte sott'acqua, secondo procedure che dovranno essere immaginate in corso di opera. I detriti saranno poi temporaneamente stoccati nelle piscine del combustibile esausto, che saranno in quel momento vuote.

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si potrà quindi passare, non prima di 25 anni, alla demolizione degli edifici, cominciando dalle parti più attivate e contaminate, ovvero i contenitori di pressione e le turbine. Nella fase di demolizione delle ultime strutture, si dovrà fare inoltre particolare attenzione a non alzare troppa polvere per evitare la ridispersione nell'ambiente di particelle contaminate.


Tutte le informazioni riguardanti la roadmap possono essere ritrovate a questo link.