Un po' di storia

Ottobre 1871: il "fallimento di successo" del primo computer di Babbage

Pochi dispositivi del 19° secolo hanno avuto tanta influenza sulla tecnologia moderna come gli strumenti di calcolo di Charles Babbage, in particolare il calcolatore analitico, un calcolatore meccanico digitale che ha anticipato praticamente ogni aspetto dei computer attuali. Descritto per la prima volta nel 1837, il suo progetto di computer general-purpose, in ottone massiccio, a vapore e meccanico ha ispirato alcune delle più grandi menti del 19° secolo, ma non riuscì mai a convincere nessuno "sponsor" a fornire fondi per costruire realmente il dispositivo. Tuttavia, il suo ingegno gli è valso il riconoscimento unanime di "padre del computer" più di 100 anni dopo la sua morte. 

Figlio di un banchiere di Londra, Babbage fu amante della meccanica fin dalla nascita a tal proposito si racconta che amava smontare e rimontare i suoi giocattoli più che giocarci.

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Il paradosso delle stelle

Aristotele parcheggia male

Quanto è lunga la traccia lasciata sul suolo da uno pneumatico (che non scivola) in un giro completo della ruota? La risposta è ovvia: la traccia è lunga quanto l'intera circonferenza della ruota. Alcune ruote, però, hanno anche un coprimozzo (o una calotta) al centro, come quella in figura a lato, e questo ha ovviamente una circonferenza più corta di quella dello pneumatico. Dunque, quando la ruota fa un giro completo, il coprimozzo non può lasciare una traccia (in orizzontale) lunga quanto quella dello pneumatico, vero? Guardando all'animazione qui sotto, però, sembra che accada proprio questo: il cerchio esterno (con raggio maggiore) e il cerchio interno (con raggio minore) si “srotolano” esattamente su un segmento di uguale lunghezza... Come è possibile? Questo paradosso di Aristotele, attribuito al grande filosofo e scienziato dell'antichità, ha lasciato parecchie persone interdette, incluso Galileo Galilei.

 

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